28 Nov 28 Novembre 2015
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Psicologia e videogiochi. Il caso di Pokemon go: dipendenza, abuso o normalità?

POKEMON

 Negli ultimi anni le nuove tecnologie hanno cambiato radicalmente il mondo dei giochi.

Ai pastelli e matite colorate, così divertenti per i più piccoli, si sono aggiunte comodissime lavagne digitali con colori infiniti che non necessitano nemmeno di temperini; le banconote del vecchio monopoli sono state sostituite dalle carte di credito, quasi tutti i giochi che ci possono venire in mente hanno una versione online che è sempre decisamente più economica e facile da trasportare.

 

 I pomeriggi dedicati a lunghe partite a risiko con gli amici sono stai sostituiti da brevissime ma frequentissime e spesso anonime battaglie su clash of clans; le partite di calcetto in alcuni casi sono diventate meno interessanti di una bella avventura in un mondo di fantasia comodamente seduti sul divano di casa.

Potremmo scrivere pagine e pagine di considerazioni su cosa questo potrebbe comportare, su cosa ci spaventa maggiormente, sulle incredibili potenzialità di questi nuovi giochi.

Di una cosa però dobbiamo prendere atto: indipendentemente da quale sia la nostra posizione al riguardo, i ragazzi ( e non solo loro) giocheranno sempre di più con questi nuovi strumenti che a loro volta saranno sempre più sofisticati e accattivanti.

Pokemon go è l’esempio di come la complessità dei giochi e la loro attrattiva sulle persone sia in costante aumento.

Si tratta di un videogioco scaricabile gratuitamente di realtà aumentata. In pratica questo significa che lo spazio di gioco non è confinato ad un ambiente virtuale progettato all’interno del videogioco stesso ma è il mondo reale, le strade, le piazze, i monumenti, tutto ciò che ci circonda. Il videogiocatore sarà quindi costretto a uscire di casa per trovare oggetti, lottare nelle palestre sparse sul territorio e soprattutto catturare nuovi Pokemon.

Pokemon go non è il primo gioco di realtà aumentata esistente, la Niantic, società produttrice del gioco, nata 6 anni fa come startup interna a google, ad esempio, ha lanciato sul mercato nel 2013 un gioco per certi versi simile a Pokemon go chiamato Ingress.

Segue…..

Eddy Chiapasco

Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo

dottore di Ricerca in Psicologia Clinica e delle Relazioni Interpersonali

 

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